Pubblicazioni

(cliccate sulle copertine)

2020

Federico Donatiello, "Limba română în templul muzelor". La lingua delle prime traduzioni teatrali romene, Eikon, București 2020.
Temi e metodi della ricerca storica e filologica: nuove riflessioni tra Est e Ovest, a cura di Sorin Șipoș, Dan Octavian Cepraga, Laura Ardelean, Iulia Cosma ["Transylvanian Review" XXIX, supplement no. 1, 2020]
Francesco GUIDA, România în secolul XX, Cartier, Chișinău 2020

2019

Eugen URICARU, La sottomissione, traduzione di Irma Carannante, Mimesis, Milano 2019
Claudiu M. FLORIAN, Le età dei giochi. Un'infanzia in Transilvania, traduzione di Mauro Barindi,Voland, Roma 2019
Ofelia PRODAN, Elegie allucinogene, traduzione di Mauro Barindi, Edizioni Forme Libere, Trento 2019
Eugen IONESCU, L'Inglese senza Professore, traduzione e a cura di Giovanni Rotiroti, postfazione di Irma Carannante, Criterion Editrice, Milano 2019
Ion POP, Elegie all'offensiva, traduzione e a cura di Irma Carannante, Criterion Editrice, Milano 2019
Marta PETREU, Sulle malattie dei filosofi: Cioran, traduzione e a cura di Mattia Luigi Pozzi e Giovanni Rotiroti, Criterion Editrice, Milano 2019
André SCRIMA, Expérience spirituelle et langage théologique, a cura di Daniela Dumbravă et Bogdan Tătaru-Cazaban, Pontificio Istituto Orientale, Roma 2019.
Mircea CĂRTĂRESCU, Il Levante, a cura di Bruno Mazzoni, Voland, Roma, 2019.
Constantin NOICA, Congedo da Goethe, traduzione e note di Davide Zaffi, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2019.
Emil CIORAN, Il breviario dei vinti, traduzione di Cristina Fantechi, cura e postfazione di Roberto Scagno, Voland, Roma, 2019.

2018

Marinella LORINCZI, Sulla mistificazione. Il caso del romanzo "Dracula" di Bram Stoker (1897), Il Maestrale, Nuoro, 2018.
Adrian NICULESCU, 1848-1989: de la Primul la Noul '48, Editura IRRD'89, București, 2018.
Gherasim LUCA, L'Inventore dell'Amore, traduzione e a cura di Giovanni Rotiroti, Criterion, Milano, 2018.
Liviu REBREANU, Eroi senza gloria, a cura di Angela Tarantino, Marsilio, Venezia, 2018.
Ale mortului din Gorj/Les Chants du mort, recueillis par Constantin BRĂILOIU, traduits du roumain par Ilarie VORONCA et Jacques LASSAIGNE, préface et notes de Dan Octavian Cepraga, La Baconnière, Genève, 2018.
Ana BLANDIANA, L’orologio senza ore, a cura di Bruno Mazzoni, Roma, Elliot Edizioni, 2018
Max BLECHER, Cuori cicatrizzati, a cura di Bruno Mazzoni, Rovereto, Keller, 2018
Mircea ELIADE, Diario 1970-1985, a cura di Roberto Scagno, trad. di Cristina Fantechi, Jaca Book, MIlano, 2018.
Alberto BASCIANI, Dificila Unire. Basarabia și România Mare 1918-1940, Cartier, Chișinău, 2018.
Mihail SEBASTIAN, Da duemila anni, trad. di Maria Luisa Lombardo, Fazi editore, Roma, 2018.

2017

Krystyna Jaworska, Massimo Maurizio, Roberto MERLO, Il canto l'incanto il grido. Tre poetesse dell'Europa centro-orientale: K. Illakowiczowna, K. Nekrasova, M. Petreu, Stilo, Bari, 2017.
Giovanni ROTIROTI, Elogio della traduzione impossibile, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2017.

2016

Mircea Cărtărescu, Abbacinante. L'ala destra, a cura di Bruno MAZZONI, Voland, Roma, 2016.
Mircea ELIADE, Gli huligani, trad. di Cristina Fantechi, Milano, Calabuig/Jaca Book, 2016.
Giovanni ROTIROTI, La passione del Reale. Emil Cioran, Gherasim Luca, Paul Celan e l’evento rivoluzionario dell’amore, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2016.
Storia religiosa dello spazio romeno, sotto la direzione di Cesare Alzati, a cura di Luciano Vaccaro Centro Ambrosiano, Milano, 2016, pp. 796; ISBN: 9788868941505

Saggi di C. Alzati, P. Macchi (†), A. Niculescu, A. Barnea, N. Gudea, O. Pecican, Ş. Turcuş, Şt.
Andreescu, I.A. Pop, E. Szegedi, G. Sipos, E. Rüsz Fogarasi, L. Gyémánt, V. Rus, L. Báthory, I.
Csucsuja, O. Ghitta, N. Bocşan (†), M. Cazacu, E. Citterio, T. Ferro (†), M. Cazacu, N. Edroiu, L.
Gyémánt, L. Evola, I.-M. Bucur, Gh. Carageani, G. Bertini Carageani, D. Popescu (†), P. S. Virgil
di Oradea.

Emil CIORAN, Divagazioni a cura di Horia Corneliu Cicortaș Lindau, Torino, 2016 ISBN: 9788867085750

Uno degli ultimi testi scritti da Cioran in romeno – e probabilmente l’ultimo concepito come libro –,
Divagazioni rappresenta uno spartiacque nella sua carriera letteraria. A circa 35 anni, l’autore inizia
a esitare nella scelta della formula più efficace per dare espressione ai propri pensieri. Si avverte
che la punta della penna stilografica vorrebbe scivolare verso un’altra lingua. Nel passaggio dal
romeno al francese, questo libro segna l’orlo di un precipizio che Cioran avrebbe poi felicemente
superato posando il piede oltre, su un terreno che si sarebbe rivelato particolarmente fertile.

Mircea ELIADE, Tutto il teatro. 1939-1970, a cura di Horia Corneliu Cicortas, Bietti, Milano, 2016, pp. 460 ISBN: 9788882483395

Oltre alla storia delle religioni, alla narrativa e alla pubblicistica, Mircea Eliade non mancò di
occuparsi anche di teatro, scrivendo diverse opere e confrontandosi con i grandi classici della
cultura europea. Le cinque pièces – la maggior parte delle quali inedite in Italia – vengono qui
raccolte per la prima volta in unico volume, arricchite da un rigoroso apparato critico e biografico:
un’opera omnia drammaturgica che getta finalmente luce su un’attività meno conosciuta, ma
altrettanto importante, del grande intellettuale romeno.

Invitaţie la drumeţie în România, a cura di Francesco Guida e Silvia Terzi, con la collaborazione di Elisabetta Pallottino. Roma TrE-Press, 2016

Il volume nasce come tentativo di trasmettere delle sensazioni vissute o rivissute da curatori e autori,
ognuno per suo conto, nate da un viaggio reale (almeno uno) e da letture più o meno approfondite e
professionali. L’approccio è multidisciplinare e il lettore troverà il saggio breve, la testimonianza, il
racconto, la poesia e altro ancora. In comune tra tutte queste forme di espressione sono l’alta qualità e
preparazione scientifica degli autori a prescindere dalla varietà dei contributi e della forma che a ognuno di
essi è stata data. Le immagini svolgono un ruolo fondamentale, per trasmettere un’esperienza in misura
quanto più completa possibile nel contesto di un divertimento che vorrebbe essere raffinato e intellettuale.
Il volume dovrebbe essere solo il primo di una serie denominata, appunto, Invito al viaggio.

Marta PETREU, Dall'Olocausto al Gulag. Studi di cultura romena, a cura di Giovanni Rotiroti, postfazione di Irma Carannante, Orthotes Editrice, Napoli, 2016, 490 pp.

Il libro di Marta Petreu affronta in maniera documentata e coraggiosa gli spinosi problemi della
storia della Romania e, soprattutto, della storia delle idee: la questione ebraica a partire dal XIX
secolo fino alla soluzione finale, l’evoluzione ideologica di Rădulescu-Motru, le idee e le attitudini
politiche della generazione ’27, le complicate relazioni di Eliade con i legionari, il comportamento
di Noica alle prese con la polizia politica sotto il regime stalinista romeno, la traiettoria politica e
rivoluzionaria di Gherasim Luca, e molti altri aspetti fondamentali che riguardano figure come
Cioran, Ionesco e Sebastian. Basato sull’analisi minuziosa delle fonti storiche, questo libro è il
risultato di una visione filosofica e morale unitaria: assumere lucidamente il proprio passato per
rendere possibile l’avvenire.

2015

Denisa COMĂNESCU, Ritorno dall’esilio, traduzione di Mihail Banciu e Bruno Mazzoni, Transeuropa, Massa, 2015, pp. 150. ISBN: 9788898716265

La selezione di poesie è rappresentativa dell’evoluzione di Denisa Comanescu nel contesto della
poesia europea degli ultimi decenni. Già tradotto in forma di volume in Spagna e Svezia, le poesie
sono scritte in una voce distinta, con spiccata originalità, e riaffermano la dichiarazione poetica di
una poetessa romena ben consolidata e raffinata.

Florin CONSTANTINIU, Storia della Romania, traduzione di Floarea Maria Pop e Fulvio del Fabbro, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2015. ISBN: 9788849844344

La Storia della Romania (e implicitamente del popolo romeno), dall’antichità alle controverse
vicende della “rivoluzione” del dicembre del 1989, è una sintesi scritta con la convinzione più volte
espressa dall’autore che «i peccati di oggi sono, in tanti casi, i peccati di ieri, ripetuti, aggravati,
proprio perché nascosti, taciuti dagli storici, per paura di essere biasimati per mancanza di
patriottismo». Florin Costantiniu si è assunto l’impegno di prescindere dai dogmi, dai tabù, dalle
distorsioni della divulgata storiografia “ufficiale” imposta dal regime precedente l’89, presentando
una visione personale, non neutrale dal punto di vista identitario, tuttavia lontana da tentazioni
nazionalistiche, «una visione dettata dal desiderio sincero di mostrare ciò che di positivo e negativo
è accaduto nel divenire dei romeni come nazione e Stato». Lo storico romeno espone il succedersi
degli eventi senza condizionamenti ideologici, strutturando la narrazione storica con l’analisi sia dei
rapporti di forza tra gli Stati, sia quelli fra cittadini-sudditi e potere, presi in esame da diverse
prospettive (giuridica, militare, religiosa culturale ed economica), ponendo in rilievo la questione
agraria che ha attraversato tutto l’arco della storia romena.

Mihail SADOVEANU, La scure, traduzione di Marco Cugno, Atmosphere Libri, Roma, 2015, 166 pp. ISBN: 8865641444

Quando un giorno alle soglie dell’inverno, in un isolato villaggio di montagna nei Carpazi romeni, il
pastore Nechifor Lipan tarda a rientrare da un banale viaggio d’affari senza dare notizie di sé, la
moglie Vitoria cade preda di una cupa inquietudine. Quanto più l’assenza e il silenzio dell’uomo si
prolungano, tanto più la donna si convince che gli sia accaduto qualcosa di brutto. Insoddisfatta sia
delle rassicurazioni del prete sia dai responsi della strega del villaggio, e tormentata da un sogno
foriero di funesti presagi, Vitoria decide di richiamare il figlio maggiore per cercare il marito. Per la
tenace montanara, determinata ad affrontare un mondo a lei sconosciuto pur di scoprire la verità e
compiere il suo dovere di moglie, e suo figlio, destinato controvoglia ad assumere il ruolo di
capofamiglia, comincia allora un viaggio iniziatico e di scoperta che, ripercorrendo il tragitto
compiuto dall’uomo, li porterà tra vicoli ciechi e aiuti inattesi a sciogliere l’enigma della scomparsa
del marito e padre, e a ristabilire così il perduto ordine di un universo (quello della cultura popolare
tradizionale romena) in cui, come diceva Nechifor Lipan, tutto ha “una regola e un segno”.

Tristan TZARA, Prime poesie, cura e traduzione dal romeno di Irma Carannante, Joker Edizioni, Novi Ligure, 2015, pp. 130 ISBN-13 978887536367-3

Quando l’avanguardista Saşa Pană nel 1934 propose a Tzara di intitolare la raccolta di versi
romeni Poesie prima di Dada, l’autore contestò questo titolo perché «lascerebbe supporre una sorta
di rottura nella mia persona poetica, se così mi posso esprimere, dovuta a qualcosa che si sarebbe
prodotto al di fuori di me (lo scatenamento di una fede simil-mistica per così dire: dada), che, a dire
il vero, non è mai esistita, perché ci fu continuità attraverso contraccolpi (a-coups) più o meno
violenti e determinanti, se si vuole, ma comunque continuità e compenetrazione (entre-pénétration),
legate al massimo grado a una necessità latente».
È come dire che il programma di riforma poetica di Tristan Tzara a Bucarest era solo in uno stato di
necessità latente, cioè in uno stato di pura potenzialità che annunciava solo virtualmente quello che
sarà poi riconosciuto come il segno caratteristico di Dada. In tal senso, queste poesie sono
cronologicamente avant Dada, ma per Tzara questi componimenti avevano un valore e un carattere
retroattivo, rispondevano cioè a un’esigenza soggettiva […].

Mircea CĂRTĂRESCU, Abbacinante. Il corpo, a cura di Bruno Mazzoni, Voland, Roma, 2015, pp. 576. EAN 978-88-6243-173-6

Nel pieno incubo della Romania degli anni ’50-’60, la storia di Vasile – il bambino senza ombra
nella pittoresca Bucarest del XIX secolo – si fonde e si congiunge, come in un nastro di Möbius,
con quella dell’autore stesso, Mircea, e con il ritratto poderoso di un’infanzia densa di figure, sogni,
suggestioni, angosce. Dagli uomini-statua che popolano le viscere di una Amsterdam grottesca e
stupefacente, agli artisti di un circo che trovano nello strabiliante Uomo Serpente un’incarnazione
dell’anima meravigliosa dell’antica India, questo secondo volume della trilogia cominciata con
Abbacinante. L’ala sinistra (Voland 2008) è una instancabile invenzione di creature, incubi,
allucinazioni, alchimie, tratte in parte da una sconfinata realtà caleidoscopica, in parte da una
fantasia intellettuale ed eversiva che è stata accostata spesso ad autori quali Kafka e Borges.

Mircea CĂRTĂRESCU, Il poema dell'acquaio, traduzione di Bruno Mazzoni, nottetempo, Roma, 2015, pp. 272. ISBN: 9788874525652

Il poema dell’acquaio è un’antologia che raccoglie poesie espressamente scelta dall’autore, a
disegnare un movimentato “autoritratto”. Narrativa, ironica, fantastica, la poesia di Mircea
Cărtărescu, sostenuta sul piano dello stile dalla mescolanza di registri e tecniche, dall’intertestualità
e dall’inclusione di gerghi, linguaggi dei giornali o della televisione, trasfigura ogni più infimo e
concreto dettaglio del reale in un elemento di un altro universo, dell’invisibile, del fantastico, del
sogno, che diventa, grazie alla scrittura, più reale della miseria quotidiana. E ci fa scoprire tutta
l’allucinante poesia contenuta nelle cose più trascurabili e comuni: il lavandino della cucina
s’innamora d’una stella e lo confida ai barattoli di mostarda nella dispensa; la motocicletta
parcheggiata accanto alla vetrina del negozio dove riparano televisori s’interroga sull’esistenza
sotto la volta stellata; l’amore compare in tuta da sci, le biblioteche nazionali diventano
chewing-gum.

Dan Octavian CEPRAGA, Esperimenti italiani. Studi sull-italianismo romeno dell’Ottocento, Fiorini, Verona, 2015. ISBN 978-88-96419-68-7

Nella storia lunga e sinuosa dei rapporti tra italiano e romeno, uno dei capitoli più importanti e
gravidi di conseguenze è stato l’italianismo letterario di alcuni grandi scrittori romeni
dell’Ottocento, come Ion Heliade Rădulescu o Gheorghe Asachi che, agli albori della letteratura
romena moderna, hanno accolto e assimilato all’interno della propria lingua poetica una quantità
straordinaria di elementi lessicali, stilistici e retorico-formali di origine italiana, frutto di intense
pratiche di traduzione e di emulazione. L’italianismo letterario romeno segna, in questo modo, la
fortuna postrema dell’italiano in Europa quale lingua della poesia e della letteratura, recuperando, a
tappe forzate, processi e fenomeni che in Occidente si erano svolti nei secoli precedenti, a partire
almeno dal Cinquecento.
Iniziando da Asachi e da Heliade e terminando con le elaborazioni formali di Mihai Eminescu, il
presente volume ricostruisce, con particolare attenzione agli aspetti stilistici, le tappe della presenza
italiana all’interno della lingua poetica romena, in un momento in cui la letteratura romena moderna
muoveva i suoi primi passi, sperimentando i propri limiti e le proprie possibilità, guardando, per la
prima volta, direttamente e intensamente in faccia le altre grandi lingue di cultura europee.

2014

Octavian PALER, Abbiamo tempo per tutto, cura e traduzione dal romeno di Magda Arhip, Edizioni Joker, Novi Ligure, 2014, pp. 68. ISBN: 13 978887536354-3

Octavian Paler (1926-2007) è stato uno dei più noti e tra i più amati scrittori romeni degli ultimi
tempi. Più noto come memorialista, saggista e prosatore che come poeta, Paler espone nella sua
poesia una parola carica di eventi in cui vengono a raccogliersi suggestioni memoriali, segni
culturali, allusioni sentimentali, che racchiudono l’ostinata ricerca di una forma mitica, di
un’immagine appropriata che, oltre a rinviare a se stessa, riproduce l’idea, la raffigurazione di verità
che il sacro tradizionalmente contiene. La poesia di Paler – che include nel suo essere il percorso da
cui nasce – rinvia all’enigma tragico dell’apparenza, muore per poi rinascere nella silenziosa
gestualità dell’origine. Essa spinge a guardare nel segreto mitico dell’origine, nella luce e nel buio
dell’origine.

2013

Mircea ELIADE, Salazar e la rivoluzione in Portogallo, a cura di Horia Corneliu Cicortas, prefazione di Sorin Alexandrescu, Bietti, Milano, 2013, pp. 320. ISBN: 9788882482947

Lisbona, 1942. Da quasi un decennio il professor Salazar è dittatore del Portogallo. La sua è una
«rivoluzione spirituale», scrive Mircea Eliade, atta a reintegrare il Paese nella propria tradizione,
invertendo di segno le forze che ne hanno retto la storia degli ultimi secoli. Democratismo,
liberalismo, massoneria: è contro queste correnti che si è scatenata la controrivoluzione salazariana,
nella costruzione di uno Stato cattolico, lusitano e corporativo. La genesi e le sorti di questo
pamphlet ne fanno un documento d’eccezione per comprendere la storia del XX secolo, in un’ottica
che non pretenda di scindere luci e ombre del «secolo breve» […].